Tutelare i minori in rete è responsabilità dei genitori

A Tempo di Libri si è parlato anche di protezione dei dati dei minori in rete. Quando dare permesso ai ragazzi di aprire una pagina social? Quali sono le misure che i genitori devono prendere quando i minori navigano in rete?

LE BRICIOLE DI POLLICINE IN RETE

Tutte le nostre attività online lasciano dei segni, delle briciole nella rete. Cosa accade quando il profilo social, il contenuto online o l’app sono usati dai ragazzi? Beatrice Cunegatti di InfoTech Lawfirm e Nicoletta Moncalero sono intervenute alla Fiera Internazionale dell’editoria nell’ambito di Digital Cafè, ripercorrendo le regole poste a protezione dei dati dei minori in rete, in attesa del nuovo regolamento europeo in tema privacy, prevista il 25 Maggio 2018.

Il mondo digitale ormai fa parte anche della quotidianità dei ragazzi più giovani. Basti pensare che alcune scuole adottano già lavagne interattive, dette L.I.M, e svolgono compiti a casa su piattaforme educative online. Sempre di più i bambini hanno conoscenza della tecnologia e usano i dispositivi mobili di mamma e papà. Le opportunità che offre il web sono davvero infinite, ma è necessario porre molta attenzione alle attività che i minori svolgono in rete per difenderli dai pericoli.

GENERAZIONE GOOGLE

La cosiddetta Generazione Google (nati dopo il 1990) o generazione copia e incolla ha imparato ad usare il computer senza alcuno sforzo ed è esperta nella ricerca di informazioni. Anche i più piccoli, i Nativi Digitali, essendo molto curiosi vorrebbero avere una pagina social, un account email e navigare sul web.

Uno degli ultimi studi, ormai datati, raccontava di 20 milioni di minori, fra cui 7,5 milioni di under 13, presenti sulla piattaforma di Mark Zuckerberg. (Fonte: Wired)

Li chiamano gli invisibili. Si iscrivono in autonomia sui social inserendo un’età fittizia, nonostante il limite sia tredici anni. Hanno dai nove ai dodici anni e sono minori non protetti perché sono lasciati da soli. Non sanno valutare i rischi che corrono. Prima di tutto, non riescono cogliere l’importanza di preservare la loro privacy e il primo errore che fanno è lasciare il loro profilo aperto al pubblico, così da acconsentire automaticamente alla cessione dei dati ai terzi. Caricano immagini personali che mostrano la loro vita privata, i loro gusti e quelli dei loro amici. Inseriscono dati sensibili come il proprio indirizzo di casa.

BUONE REGOLE PER CONTROLLARE UN MINORE

Visto che le piattaforme non riescono a gestire questi flussi e iscrizioni è molto facile aggirare il sistema fornendo identità false. La migliore soluzione è controllare sempre i propri figli, perché su Internet non è come quando stanno davanti alla tv. E’ responsabilità di noi genitori tutelare la privacy dei nostri bambini. Adesso la legge impone la responsabilità al genitore di tutelare la privacy del figlio fino ai diciotto anni. Dal 25 Maggio 2018, il livello della privacy potrebbe abbassarsi a 16 anni. Ma nonostante questo è importante ricordarsi di:

  1. spiegare ai figli che i social non sono dei diari privati sotto chiave
  2. informarli delle differenze tra profilo privato e profilo pubblico 
  3. spiegare i rischi che comporta un profilo aperto a tutti
  4. insegnarli ad usare i tag
  5. leggere insieme le informative sulla privacy e le condizioni d’uso
  6. informarsi sulla cessione dei dati a terzi (a chi vengono trasmessi?)
  7. leggere bene i disclaimer
  8. non cadere nella trappola dei servizi gratuiti: in molti casi siamo noi in vendita e i nostri dati
  9. insegnare ad usare password forti e aggiornarle spesso 
  10. quando è necessario, esercitare i propri diritti
Manuela Raganati Consigli per mamme su cura del bambino e famiglia selezionati per te dal team di Mamma Oggi.

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